E se volessi comprare vigneti a Barolo ?

Comprare vigneti a Barolo (o in alcuni altri posti del Bel Paese) potrebbe essere un bel modo di investire nel 2020.

Negli ultimi anni le quotazioni delle superfici vitate hanno costantemente aumentato il loro valore fino a sorpassare ciò che per anni ha predominato sul suolo italico, ossia, i frutteti. 

Non si sta ovviamente solo parlando di Barolo ma anche altre zone come Montalcino o l’Alto Adige hanno saputo aprirsi al mondo dei grandi investitori.

Grinzane Cavour – Langhe

E’ evidente che i numeri che esprime l’italia non sono ancora paragonabili a quelli di alcuni territori francesi ma, come per la produzione vinicola di qualità, stiamo arrivando molto velocemente sulla sommità.

Se il prezzo medio del vino italiano non è ancora ai livelli di quello francese, anche le quotazioni dei vigneti in zone vocate come Barolo o Montalcino non sono ancora ai livelli della Borgogna, ma la crescita è costante e gli investimenti fatti da alcuni fondi (e non solo) negli ultimi anni dimostrano che investire in Italia può essere molto redditizio.

Il sorpasso del vigneto sul frutteto è un dato che deve far riflettere.

Il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) certifica come lo scorso anno si sia verificato il sorpasso in termini di valori fondiari a ettaro dei vigneti sui terreni dedicati alle coltivazioni ortofrutticole.

Dopo quasi vent’anni di inseguimento (a fine anni novanta il valore di un frutteto era quasi doppio rispetto a quello di un vigneto) la vite, oggi è la superficie agricola di maggior resa economica.

In fondo l’evoluzione del mercato vitivinicolo negli ultimi 30 anni è stata enorme, ed in termini di qualità abbiamo, oggi, vini italiani che possono tranquillamente competere con i cugini d’oltralpe .

Ed anche la rincorsa ai valori monstre delle superfici vitate francesi sta dando i suoi frutti .

I valori odierni delle rilevazioni Crea indicano al primo posto in Italia i vigneti di Barolo (Cuneo) che possono arrivare a quotazioni di oltre 1,5 milioni di euro a ettaro anche se da notizie raccolte sul territorio è più volte emerso come per particolari cru compravendite recenti abbiano toccato anche i 2,5 milioni a ettaro.

E’ una dato estremamente rilevante perchè non si posiziona affatto non lontano dalla Borgogna dove si viaggia oltre i 3 milioni.

Questo termine è decisamente indicativo se rapportato alla storicità del blasone francese rispetto a quello italiano.

La loro storia indica almeno uno, se non due (in alcune zone) secoli di vantaggio commerciale in termini assoluti.2

Significa che stiamo percorrendo, molto velocemente, la strada giusta pur con i nostri “mal di pancia” campanilistici .

Barolo è solo la punta di diamante tra i terroir del vino ma valori elevati e in costante crescita sono stati raggiunti in tutte le principali denominazioni del made in Italy. 

E non stiamo solo parlando delle zone famose e conosciute un po’ ovunque nel mondo (dalle Langhe a Montalcino dalla Valpolicella a Bolgheri) ma, altresì, di territori nuovi per il grande pubblico ma decisamente interessanti sia territorialmente che produttivamente.

Una nuova generazione di viticoltori si  facendo avanti con etichette di assoluto rilievo (per esempio l’Etna in Sicilia).

Il discorso si amplia e prosegue in tutta Italia visto, per esempio, il boom degli spumanti degli ultimi anni. 

Le valutazioni dei terreni sia della Franciacorta che delle due Docg del Prosecco (Conegliano-Valdobbiadene e Asolo) mantengono un elevato appeal grazie ad una redditività del prodotto in decisa crescita.

In Piemonte alle spalle del Barolo ci sono Gattinara (fino a 80mila a euro) ed i vigneti del Moscato nella zona di Canelli (70mila).

In Valle d’Aosta l’unica area monitorata dai dati del Crea è quella della Doc Chambave (Ao) che spunta quotazioni comprese tra i 100 e i 150mila euro a ettaro.

In Lombardia la parte del leone è recitata dai vigneti Doc della collina bresciana che verosimilmente sono quelli della Franciacorta e sono quotati tra i 110 e i 120mila euro seguiti dalla Doc Superiore della Valtellina (So).

Valutazioni monstre per i filari del Trentino Alto Adige dove le aree vitate Doc del “mitico” Lago di Caldaro (Bz) – da anni ai vertici di questa particolare classifica – sono quotati tra i 440 e i 690 mila euro a ettaro. Stessa forbice di valori tra la Valle d’Isarco di Bressanone (Bz) e i vigneti Doc della bassa Val Venosta.

In Veneto i dati di Crea prendono in considerazione le due aree clou del Prosecco: Conegliano Valdobbiadene (dove un ettaro costa tra i 300 e i 450mila euro) e quella delle colline di Asolo dove i valori oscillano tra i 250 e i 380mila euro.

I  vigneti dell’Amarone si aggirano, secondo le quotazioni del mercato (non dati Crea) intorno ai 500mila euro a ettaro.

In Friuli il Collio (Gorizia) ha valori che oscillano tra i 45 e i 100mila euro.

In compenso l’area di  Pordenone si aggira tra i 45mila ed i 120mila euro.

In Toscana si vince facile se si scommette su Montalcino dove le quotazioni medie oscillano tra i 250 e i 700mila euro a ettaro. 

Anche in questo caso le cronache locali riportano di compravendite che per particolari cru ed esposizioni hanno superato la soglia del milione di euro. Bolgheri, la zona del celebre Sassicaia, si attesta poco sotto con valori compresi tra i 200 e i 400mila euro ed ha superato altre aree famose come il Chianti Classico (90-150mila euro).

Man mano che si scende vero Sud i valori calano.

A partire dal Lazio dove nei Castelli romani le quotazioni oscillano tra gli 80 e i 100mila euro.

In Campania l’unica area monitorata è quella dei vigneti di Galluccio in provincia di Caserta dove i prezzi oscillano tra i 36 e i 45mila euro.

Le quotazioni al Sud 

In Puglia le quotazioni migliori sono toccate dall’area della Capitanata meridionale (tra le province di Foggia e della Bat) con valori che vanno dai 28 ai 55mila euro.

A seguire i vigneti di Manduria (20-32mila euro) .

In Basilicata i vigneti Doc nella collina del Vulture (Pz) hanno prezzi che oscillano tra i 20 e i 38mila euro.

In Sicilia sugli scudi è l’area dell’Etna uno dei terroir del vino in maggiore ascesa in Italia e che negli ultimi anni ha attirato l’interesse anche di produttori del calibro di Angelo Gaja.

Un vigneto sull’Etna ha raggiunto una quotazione compresa tra i 35 e i 70mila euro.

Mentre tra i 21 e 35mila euro a ettaro vale invece un terreno a Marsala (Trapani).

Infine in Sardegna le quotazioni migliori le spuntano i vigneti Doc nella zona del cagliaritano quotati tra i 24 e i 31mila euro.

Valori superiori rispetto a quelli del più famoso Vermentino di Gallura (19-29mila).

Insomma, per concludere, se si vuole investire in vigna in Italia, si può fare bene quasi a prescindere dalla disponibilità economica che si ha. 

E poi, però, il vino bisogna saperlo fare, ma questa è tutt’altra storia…

Buon anno

Maurizio Marchisio

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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