Champagne Salon 2008 : Perchè, chi può, corre a comprare il Mito !

Lo Champagne Salon è uno di quei prodotti ammantati da un’aura quasi mitologica che, quasi, si fatica a parlarne.

Vi faccio un’esempio più esplicativo: se volessimo fare un gran regalo a qualcuno sapendo di fare sicuramente un’ottima figura penseremmo ad una bottiglia di Dom Perignon, Cristal o volendo spingersi oltre affrontando anche il rischio che non “sia capito”, eventualmente Krug.

o volendo spingersi oltre affrontando anche il rischio che non “sia capito”, eventualmente Krug.

Spendere tra i 150 ed i 250€ (in Italia) per uno dei tre suddetti ottimi champagne ci pone in una favorevole posizione nei confronti di chi riceve il Regalo, perchè bene o male, il suddetto saprà (o qualcuno gli farà percepire) il livello di qualità di ciò che ha ricevuto.

Ma se parliamo di Salon le cose cambiano radicalmente ed occorre partire dall’inizio della storia di un grande personaggio.

Eugène-Aimè Salon è un commerciante di pellame di grande successo ma essendo di Mesnil sur Oger si appassiona al mondo del vino ed apprende le tecniche e i segreti dello champagne dal suo fratellastro .

Investe parte dei guadagni della sua attività di commerciante, per acquistare un vigneto di circa un ettaro e mezzo a Le Mesnil iniziando a produrre uno champagne atipico per la zona, perché ottenuto solo da uve Chardonnay.

All’inizio del 1905 Aimè produce il primo champagne Blanc de Blancs millesimato della storia ma solo per piacere personale.

Visto il risultato e vedendone il potenziale, Aimè trova l’accordo con una ventina di vigneron dei comuni circostanti, che gli conferiscono le uve per realizzare il suo unico ed inimitabile champagne.

Nel 1911 visto l’enorme successo del suo Champagne, fonda la Maison Salon, situata a Mesnil-sur-Oger, comune Grand Cru della Côte des Blancs.

Aimè rimane alla guida della Maison fino al 1943, anno della sua morte.

La già splendida storia di Salon sfocia nel mito durante la Seconda Guerra Mondiale, perchè i nazisti asportarono dalla maison quasi tutto lo stock di bottiglie.

Tra i partigiani che aiutano gli Alleati c’è Bernard de Nonancourt, che poi si unirà all’Abbé Pierre e al generale Leclerc.

Bernard riesce ad arrivare nel famigerato Nido dell’Aquile, sulle Alpi Bavaresi, a Berchtesgaden e scopre, assieme a molti tesori rubati alla Francia, 500 mila bottiglie tra Bordeaux, Borgogna e Champagne: insomma la cantina privata di Hitler.

Tra queste c’è una partita di Salon del 1928, lo assaggia e giura che la maison Salon un giorno sarà sua e quarantatré anni dopo, nel 1988, ci riesce.

L’ex partigiano, diventato famoso con l’azienda di famiglia, Laurent Perrier, diventa così il giusto custode della più elitaria etichetta di Champagne.

Ad oggi Salon continua a essere una delle poche maison a produrre una sola etichetta e solo in annate eccellenti.

Le uve delle annate non considerate degne della produzione del Salon millesimato vengono impiegate per produrre champagne con il marchio Delamotte, azienda “sorella” della Salon dal 1991.D

Nelle sole annate ritenute idonee dallo chef de cave, Salon produce massimo 60.000 bottiglie da vitigni che hanno un’età variabile dai 25 ai 40 anni. Il vino fa una prima fermentazione in contenitori d’acciaio per poi rimanere sui lieviti per non meno di 10 anni nelle cantine poste sotto la maison.D

Valeva la pena raccontare una storia che sembra pronta per trasformarsi in un film .

Veniamo al 2008, splendida annata che ha già rivelato dei prodotti spettacolari in altre maison.

Visto che la produzione 2008 di uve nei vigneti di Mesnil è stata meno di un terzo rispetto alla norma, Salon ha deciso di celebrarla con una confezione da collezione .

Meno di 8000 casse denominate “Salon Cassa 8” contenenti 1 Magnum di 2008, e 2 bottiglie per tipo di 2004,2006 e 2007 tutte in dégorgement tardif nella primavera del 2019.

Sono già iniziate le consegne ed in tutto, per l’Italia, saranno disponibili 250 casse da oggi al 2021 (termine ultimo delle consegne)

Se qualcuno è interessato ad investire su uno champagne che sul Liv-Ex cresce con rendite annuali da doppia cifra, può trovarlo dalla dozzina di depositari italiani accreditati per un costo proposto dalla maison di € 7850 a cassa.

A Presto

Maurizio Marchisio

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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