Masseto: la nuova cantina, i 100/100 ed il “Massetino”

Il Masseto è un’ Icona del grande vino italiano, ed è indiscutibilmente uno dei  protagonisti della aste internazionali posizionandosi ai vertici per quotazioni.

Il 2019 sarà un anno da ricordare a casa Frescobaldi, perchè a Bolgheri, sulla collina Masseto  il 12 aprile è stata svelata al mondo la nuova “casa” del vino italiano più prezioso (secondo i dati di “Wine-Searcher” , con un prezzo medio a bottiglia di 667 euro). A fare gli onori di casa per la nuova cantina sono stati il Marchese Ferdinando Frescobaldi e Giovanni Geddes da Filicaja, ceo di Masseto.

Anche se ha aperto le porte per la prima volta al pubblico, la nuova cantina era  già operativa, tanto che la vendemmia 2018 è stata la prima a trovare interamente dimora nella nuova casa del grande rosso di Bolgheri.

Dalla prima annata del 1986 (etichettato semplicemente come “Merlot”, il nome Masseto arrivò l’anno successivo) ad oggi, si è evoluto fino ad imporsi come uno dei più grandi vini d’Italia e del mondo.

Una nuova pagina di una grande storia, che guarda al futuro, ma senza dimenticare il passato: realizzata sul progetto del prestigioso studio “ZITO+MORI”, sarà “una cantina completamente interrata: si vedrà solo la vecchia casa di Masseto, che abbiamo ricostruito completamente identica a come era in origine”, aveva anticipato Geddes a WineNews.

la Cantina è scavata in profondità nell’argilla blu su cui sorge il vigneto, tributo fisico e simbolico alla storia della tenuta e alla sua rapida evoluzione: dall’intuizione del potenziale nascosto di una particolare vigna all’affermazione di un vino di fama internazionale.

Il Masseto, è un vino nato quasi per caso. Il potenziale del pendio su cui oggi sorge la vigna si intuì solo negli anni Ottanta, quando, a dispetto di ogni pronostico, consiglio e tradizione locale, vennero impiantate le prime viti. Quel coraggio è stato ripagato. L’argilla blu, le brezze costiere e l’ottima rifrazione della luce garantita dal Mar Tirreno contribuiscono all’intrigante mix di potenza, eleganza e complessità che contraddistingue il vino della Tenuta.

L’annata 2016, a distanza di trent’anni dalla prima vendemmia ha nuovamente ottenuto i  100/100 da Robert Parker, uno dei “guru” della critica internazionale con il suo  “The Wine Advocate” . Si, avete capito bene perchè questa non è una cosa molto comune anche nell’olimpo delle produzioni vinicole, infatti lo stratosferico 2015 aveva ottenuto lo scorso anno il medesimo punteggio .

Chapeau…

Nonostante sia un IGT ed abbia una capacità produttiva estremamente limitata (circa 30mila bottiglie), il Masseto è distribuito in quasi 70 paesi. L’assegnazione e il posizionamento delle bottiglie sui vari mercati sono oggetto di grande cura.

E’ evidente che un’azienda che lavora a questi livelli pensi anche ad altre strade per massimizzare i profitti e permettere ad un pubblico sempre maggiore di potersi avvicinare ad un vino che ha quintuplicato il suo valore negli ultimi 10 anni.

Seguendo l’esempio dei grandi vini di Bordeaux risulta naturale la nascita delle “Second Vin” , le seconde etichette, create verso la fine dell’Ottocento, nei grandi Chateaux, per dare vita ai vini di qualità non ritenuti tali, però, da essere utilizzati per i primi vini.

E’ un segmento di mercato in forte crescita negli ultimi anni, perchè permette sia agli appassionati che vogliono stappare e bere grandi bottiglie che viaggiano a prezzi che sono in media il 35-45% di quelli dei primi vini (almeno al momento dell’immissione sul mercato) che ai collezionisti  oculati, visto che in molti casi i tassi di rivalutazione di questi vini non è poi molto inferiore a quello delle prime etichette.

Quindi tenetevi pronti perchè ad ottobre 2019 debutterà il “second vin” di Masseto, ovvero il Massetino 2017 in 5000 bottiglie (l’obiettivo è di arrivare a 10-15000) ad un prezzo che sarà grosso modo il 40% di quello del Masseto.

“Fa parte del naturale sviluppo degli eventi la produzione di un “second vin” ad opera della tenuta Masseto – commenta Giovanni Geddes, Ceo di Masseto – e l’annata 2017 si è rivelata essere la più propizia. La tenuta Masseto sta attraversando un periodo di vero e proprio fermento e la nuova cantina ci permette di disporre del giusto ambiente per poter portare avanti questo nuovo progetto”.

Che dire…aspettiamo con attenzione ottobre per poterlo vedere sul mercato.

A presto

Maurizio Marchisio

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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