La cena delle meraviglie con le bottiglie Ultracentenarie

Sarà una cena “d’altri tempi”, almeno a giudicare dall’età delle protagoniste principali, tutte Ultracentenarie.

Un evento esclusivo, quasi più unico che raro, e sul red carpet sfileranno “14 bellezze irraggiungibili”, bottiglie prodotte nel XIX secolo e raggruppate dall’importatore di Hong Kong The Fine Wine Experience che sta “apparecchiando” per ottobre, una serata per pochi, al prezzo di 13.800 dollari a testa.

Una cena in cui si berranno bottiglie di Bordeaux, Borgogna e non solo, che potremmo definire “pre fillossera”, se consideriamo che l’epidemia che devastò totalmente i vigneti europei arrivò dagli Stati Uniti proprio verso la fine dell’ottocento.

Alcuni tra i più grandi collezionisti del mondo saranno presenti e potranno esserci delle sorpese.

Partendo dalla Borgogna, ci saranno quattro etichette acquistate in asta direttamente dalla cantina che le ha prodotte, che è un nome storico ed oggi ancora ben presente sul mercato, ovvero Bouchard Père & Fils:

Meursault-Charmes 1846, Beaune-Grèves Vigne de l’Enfant Jesus 1865 e 1892 e Montrachet 1885 sicuramente una bella partenza…

Passando a Bordeaux, un collezionista americano specializzato in bottiglie del XIX secolo farà arrivare un paio di “monumenti” che  non avrebbero potuto non essere presenti :  Château Lafite Rothschild 1874 e  Château Lafite Rothschild 1865, che è stato battuto da Christie’s nel 2006 ad una cifra “normale” di 10575 dollari, visto i prezzi raggiunti nelle ultime aste di Hong Kong ,

Dallo stesso collezionista arrivano anche lo Château Latour del 1892, mentre quella 1896arriva direttamente dallo Château bordolese, e vale lo stesso discorso per lo Château d’Yquem del 1896, che è stato rietichettato e ricolmato pochi anni fa.

Piccolo inciso su ciò che ho appena scritto, e si, avete letto bene, le grandi e vecchie bottiglie possono perdere un pò del loro contenuto per evaporazione nei decenni. Chateau d’Yquem (ma non solo), dopo accurati controlli sulla provenienza della bottiglia (e sul proprietario), fornisce la rietichettatura e la ricolmatura con la stessa annata presa dalla collezione storica dell’azienda.

Arriviamo poi a Château Giscours 1865, proveniente da un collezionista europeo, ed in ultimo (ma farei comunque firma per berli entrambi…) i due meno conosciuti dal grande pubblico : il Jean Bourdy Blanc Vieux d’Arlay 1898 (Jura) acquistato dalla cantina, mentre il Tokaji Aszú 5 Buttig, “Princely House of Bretzenheim” 1834 di proprietà di un importante collezionista di Bristol.

Che dire di più su 14 vini di un’altra epoca, provenienti da un mondo che oggi ci sembra lontanissimo dal nostro.

Sono la fotografia di un periodo, uno stile ed un tempo che non collima più con la frenesia moderna, un tuffo in un sogno di una grandeur estremamente esclusiva che può sembrare quasi impalpabile se vista con gli occhi di oggi.

Chissà come andrà, se ci saranno grandi sorprese o immense delusioni, perchè l’aura di blasone resta finchè la bottiglia non è stappata, ma poi …

In ogni caso sarà comunque un’esperienza da ricordare e raccontare, almeno per i pochi che potranno viverla.

Il brano di oggi è un omaggio ad una donna ed una voce che se ne sono appena andate…

Aretha Franklin – The change is gonna come (I never loved a man the way i love you – 1967) 

A presto

Maurizio Marchisio

 

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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