La strada da scegliere ed un ignorante bicilindrico tedesco

“Che Strada scelgo ?” sembra quasi una domanda banale ma “Chi sono io e cosa voglio” è uno dei capisaldi del senso della vita (Vi consiglio, al riguardo, di vedere il capolavoro dei Monty Python…).

A volte, rispondere alla domanda ci pone di fronte a scelte che sono in antitesi e questo, spesso, genera dubbi quasi amletici .

Esiste un tipo di strada facile, con qualche curva bene in vista, abbastanza lineare e quasi mai sconnessa.

Ha dei bei paesaggi e se hai fortuna puoi imbatterti in qualche splendido tramonto che ti farà sognare ed, in fondo, non troverai quasi mai nulla di preoccupante o di imprevedibile perché sai quasi già da subito dove e cosa ti porterà. 

Di questo percorso ce ne sono diverse varianti ma quasi tutte si assomigliano e se ti piace o ritieni sia giusto accontentarsi, è quella perfetta, perchè ti farà stare molto bene.

E poi, Amici miei, c’è l’altra !!

Ancora prima di imboccarla hai già il vago sentore che ti andrai ad infilare in qualcosa di diverso, sapendo perfettamente che sarà un casino, perché sarà un delirio di saliscendi su vette impervie che ti faranno più volte pensare di voler mollare tutto.

Questa è la via che in determinati momenti ti sussurrerà, “lascia stare non è per te, hai già avuto la fortuna di arrivare fin qui, ma ora torna al tuo posto, a casa, perché se decidi di andare oltre potresti farti davvero male”, ed è in quei momenti che ti dovrai chiedere se davvero ne vale la pena.

Potrebbe essere un grandissimo errore o forse, se avrai coraggio e saprai credere in te stesso, ti mostrerà paesaggi mozzafiato che mai avresti immaginato di vedere ed i tramonti che ti donerà renderanno l’aurora boreale nulla più che un gioco di luci fatto da un principiante.

Forse, Chi lo sa ?

Io sono stato diverse cose nella mia vita ma non si può certo dire che non abbia mai accettato le sfide.

A volte mi sono fatto sopraffare da esse e da pesi antichi che mi hanno oscurato l’anima ma ora ho trovato la consapevolezza per credere in me ed in nient’altro.

Avevo una moto, una BMW GS1200 ed, oltre due anni fa, l’ho data in mano ai ragazzi di Officine Sbrannetti che stavano cercando una sfida.

Ci siamo capiti subito perché entrambi sapevamo ciò che sarebbe potuta diventare ed il risultato è stato oltre le aspettative.

Io non volevo venderla ma trasformarla, liberandola dal suo guscio, ed ora che sto facendo il medesimo percorso spero di diventare come lei, perchè in fondo mi ci sono rivisto, anche se per me ci sono voluti due anni in più.

Forse non è la più bella per tutti e sicuramente è da maneggiare con cura perché se non riesce ad esprimersi diventa pesante e difficile da gestire.

È rumorosa ed ingombrante ma appena si muove cambia tutto e diventa potente, unica e non ha paura delle curve perchè sa di cosa è capace.

Amo il rombo cupo e gutturale del suo bicilindrico e, quando tiro giù le marce ruotando il polso per aprire il gas, il roco ruggito dello scarico mette i brividi sulla schiena.

La botta che da ti fa ridere come un bambino che sa di aver fatto una marachella, e quello scoppiettare potente e vibrante nutre l’anima come poche altre cose. 

Ed ora alla fine di tutto torniamo qui, all’eterno dubbio che sempre ci attanaglia, quindi la domanda la giro a voi :

Potendo permettersi di farlo, quale strada scegliereste ?

Il Brano di oggi è : Wicked Game – Chris Isaak (Heart Shaped World – 1989)

A presto

Maurizio Marchisio

 

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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