Lo Champagne di Marie Noelle Ledru e le Donne – Maurizio Marchisio

Gli Champagne di Marie Noelle Ledru mi piacciono perchè hanno qualcosa di diverso, a volte anche ruvido, ma mai scontato.

Non è una questione di prezzo che, anzi, rientra nella media di quelli buoni ma più conosciuti dal grande pubblico; ma bensì di cosa vuole esprimere con i suoi vini.

Tutti i suoi prodotti sono tendenzialmente poco dosati e, questo nella foto, ha un che di vinoso, con un perlage leggero e fine.

Se vi dovesse capitare tra le mani una sua vecchia sboccatura, troverete accentuata quella lieve nota ossidativa che renderà più complessa la bevibilità al grande pubblico.

Viene considerata la signora del Pinot Nero di Ambonnay, e nei suoi Champagne si racconta fortemente la territorialità con le sue evidenti asperità.

Il confronto tra un Grand Cru di Chardonnay prodotto nella Cotes de Blanc ed un pari livello di Pinot Nero di Ambonnay  evidenzia enormi differenze, come è giusto, perchè se entrambi hanno il gesso come comune denominatore, sono le sfumature delle due uve nei singoli terroir che ne determinano le peculiarità.

E’ come avere di fronte due donne bellissime ma molto diverse tra loro, una bionda ed una bruna, ognuna con qualcosa di speciale ed unico.

Come si fa a scegliere ?

Credo sia meglio lasciare ad ognuno libertà di opinione in merito anche se, per quanto mi riguarda, provo ad esprimere la mia (visto che in fondo sono io l’autore dell’articolo…).

Come per gli Champagne di Marie Noelle Ledru o di Cedric Bouchard (altro produttore di culto ma dell’Aube), di alcune donne amo la complessità, le spigolosità, la forza del carattere e tutto quell’insieme di particolari che le rendono estremamente affascinanti agli occhi di molti, ma che realmente solo pochi eletti possono capire ed interpretare.

In fondo, credo che la chiave stia proprio nella capacità di riuscire a comprenderle ed amarle non cercando la perfezione ma trovando l’unicità.

Con alcune di queste splendide creature, come per alcuni champagne, non può che essere altrimenti.

Per me gli champagne e le donne sono e devono essere così.

Chiunque ne può parlare, perchè è facile e piace a tutti raccontarne la bellezza, ma la classe, l’eleganza e l’austero distacco non sono sempre facilmente comprensibili.

Mai banali, mai noiosi, mai per tutti..Perché se fosse facile comprenderli, dove sarebbe il vero piacere dato dall’esclusività ?

Bevete un grande champagne, non necessariamente uno caro ma uno che vi piaccia tanto e vi faccia star bene, anche se lo capirete solo voi mentre sorriderete al nulla.

Il brano musicale di oggi è dedicato a chi è in cerca di qualcosa di speciale, o anche a chi l’ha già trovato e, forse, se ne rende conto.

Let’s stay Togheter – Al Green (1972)

A presto

Maurizio Marchisio

 

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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