E’ importante continuare a credere senza mollare mai…oppure no ?

Continuare a credere o mollare ?

E’ una di quelle domande che credo in tanti si siano posti nel corso della loro vita.

Ha un grande peso sia dal punto di vista morale che spirituale, perchè rientra in una sfera complessa molto soggettiva che, personalmente, ritengo non giudicabile.

A volte si Crede ed a volte no, perchè in alcuni momenti della vita forse mollare risulta essere il male minore ed aver coscienza dell’inutilità della perseveranza è sintomo di lucidità.

I motivi per cui una persona decide di continuare a credere o mollare possono essere molteplici e sono influenzati da un substrato molto intimo.

E’ evidente che è il contesto in cui ci si pone la domanda che determina il peso della scelta.

Mollare lo sport agonistico per raggiunti limiti di età pesa in modo diverso rispetto ad una serie di investimenti sbagliati reiterati nella speranza d recuperare.

Ognuno ha le proprie scelte con cui fare i conti e, nessuno, può giudicarle o paragonarle, perchè ogni individuo è diverso dagli altri e ogni situazione fa storia a se.

Sono caduto a piè pari nel campo della banalità retorica ma in fondo questa è la semplice verità.

Negli ultimi anni mi sono trovato a vivere molte di queste decisioni, e non è affatto scontato che bisogni necessariamente credere di farcela per riuscirci.

A volte credi, preghi, imprechi, ripreghi, piangi, ti incupisci e ripreghi nuovamente mentre stai piangendo, sperando in un qualche miracolo che forse non avverrà mai, perchè nei momenti di grave crisi spesso perdiamo la lucidità puntando tutto sull’emotività .

Che gran casino l’accoppiata testa e cuore, produce grandi exploit ma anche enormi disastri.

Negli ultimi giorni ho imparato qualcosa di nuovo riguardo al concetto di Cuore, perchè la medicina tradizionale Cinese fin dall’antichità ha sempre definito questo non come un’organo meccanico ma come il vero e proprio centro del corpo umano, dandogli un nome  : Shen.

Lo Shen è un concentrato di cuore, intelletto ed emozioni e se funziona bene, ne guadagna tutto il corpo, e devo dire di essere estremamente d’accordo con questa definizione.

L’ho provato su di me è posso tranquillamente affermare che c’e’ una grande verità nella visione orientale, e, se sommiamo quest’idea a quella religiosa il risultato che ne scaturisce, può avere un potenziale enorme, sia positivo che negativo.

Immagine correlataNella vita ho avuto molti motivi per smettere di credere ed a volte l’ho fatto, crogiolandomi nel dolore come se fosse una calda coperta in un’infinita notte fredda e buia, ma la sensazione che ti si appiccica addosso non è così bella come si poteva sperare, ed il loop in cui si entra ricorda molto da vicino le sabbie mobili delle paludi della Louisiana : affascinanti, ma mortali.

Negli ultimi giorni ho però capito una cosa importante, che ha fatto mutare fortemente la mia visione delle cose.

Ho sempre saputo di avere cuore ma in questi ultimi anni, ho imparato a provare a credere in un qualcosa che sta più in alto di noi, e negli ultimi giorni,  ho avuto la prova che non ho fatto male.

Io credo esista un destino parzialmente scritto in cui il nostro libero arbitrio può contribuire a mutarne leggermente la rotta, ma non sempre questa operazione ci risulta chiara ed evidente.

Ho recentemente provato su di me una di queste situazioni e, devo ammettere, la sensazione di cambiamento è risultata tremendamente potente e reale.

Qual è la verità : Non lo so, ma ho capito che ridere e credere infonde fiducia, aiuta il Cuore nel suo complesso e ci da una carica di energia positiva da condividere.

I momenti bui e difficili ci saranno sempre ma ridere come i bambini non ha prezzo e ci aiuta a vivere meglio e, forse, a far vivere meglio anche gli altri .

Il brano di oggi è una splendida cover di un cavallo di battaglia del 1970 di Elton John.

Your Song – Lady Gaga (2018) 

 

a presto

Maurizio Marchisio

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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