Il sonno, un trasloco ed il gusto che cambia

Sono le due del mattino del 23 gennaio, ed anche se ho sonno e sono stanco, non riesco a dormire.

Non è un buon segno, perchè sto manifestando i sintomi tipici di quando la mia mente esce dai binari scollegandosi e prende il sopravvento sulla capacità di discernere .

Il ritmo sonno-veglia rappresenta la normalità e ci mantiene lucidi e vigili, ma, quando lo perdiamo, per i motivi più svariati, entriamo in una condizione “disturbata” .

Questo periodo di riordino e ristrutturazione che mi porterà ad un trasloco tra meno di una settimana, mi ha tolto il tempo (e la concentrazione) per scrivere ma, stanotte, l’insonnia mi ha donato un disassamento temporo spaziale tale che le parole si posano sui tasti quasi da sole.

Ora, sarebbe interessante capire dove vogliono andare, queste benedette parole, perchè allo stato attuale mi sento come obnubilato e mi trovo in una condizione a metà tra il rincoglionimento e la lucidità (e propenderei più per il primo).

Nella mia vita ho cambiato diverse volte casa, questo è il mio settimo trasloco e non ho la certezza che sia l’ultimo, perchè in fondo, come per molte altre cose, nella mia natura non esiste la capacità di fermarmi troppo a lungo.

Non so se è perchè devo cercare (o trovare) nuove sfide, ma periodicamente, ho bisogno di cambiare e provare qualcosa di nuovo in cui buttare le mie energie.

Ad un certo punto ho ritenuto che questo fosse un danno o, perlomeno, un aspetto singolarmente negativo, invece ora la penso in modo diverso.

La stabilità crea sicurezza e ci permette di vivere in una confort zone, ma, cercare nuovi stimoli, sfide o come volete chiamare la pulsione che ci spinge ad uscirne, beh..è estremamente stimolante.

Evidentemente spaventa (se non fosse così ora starei dormendo…) ma produce endorfine e ci permette di far pulizia, sia fisicamente che mentalmente.

Ieri sono andato un paio di volte all’area ecologica per smaltire dei rifiuti ed eliminare cose che mi tiravo dietro da vent’anni e devo dire che la sensazione è stata di libertà e leggerezza (oltre al sanissimo piacere provocato dal rumore di vecchie ed inutili suppellettili andate in frantumi nei cassoni).

Come per tutto il resto, cambiare aiuta a vedere nuove prospettive, rinfresca la mente e ci mantiene pronti ad affrontare meglio gli imprevisti, fornendoci periodicamente la possibilità di rinnovare e rinnovarci.

Non è male…

Un paio di minuti li perderei anche per descrivere il Cave Privèe 1990 di Veuve Cliquot.. Complesso, sontuoso, finissimo : Grande bottiglia !

Devo dire che questo è stato uno strano post, fors’anche per l’ora in cui è stato scritto e terminato (sono le 4 del mattino),

L’accompagnamento musicale di oggi è di un gruppo di frontiera, che mi piace molto :

Calexico e Mexicali sono due città gemelle che delimitano la frontiera tra Stati Uniti e Mexico .

Sicuramente posti dove la voglia di cambiamento pervade molta della gente che le attraversa.

Calexico – Minas de Cobre ( the Black Light – 1998)

Buona notte ed a presto

 

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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