James Bond, mio Padre e l’anno che verrà

Inevitabilmente, ogni singola volta, l’inizio dell’anno è un prodigarsi di buone intenzioni su cosa faremo meglio o cosa non dovremo più fare.

Visto ciò che normalmente ingeriamo nelle due settimane natalizie, non c’è da stupirsi se un’overdose di zuccheri o una steatosi epatica ci faccia proclamare fantasiose ipotesi sull’anno che verrà.

Non sono immune a questi eccessi, anzi, direi che quest’anno ho avuto sia l’overdose che la steatosi, per cui mi lancio a capofitto nel tunnel senza ritorno che mi si apre di fronte, anche se prima, voglio condividere un pò dello spirito Natalizio appena passato.

Rivedere (per l’ennesima volta) con mio figlio il trittico dei James Bond interpretati da Daniel Craig, mi ha catapultato alla mia infanzia in un curioso continuum spazio temporale in cui, parallelamente, ho rivisto me stesso bambino con mio padre.

E’ una di quelle piccole cose che forse non si riescono a descrivere bene, ma, se hai dei figli, le percepisci e capisci come la vita possa essere ciclica.

Realmente, mi si prospetta un anno di cambiamenti, che un pò mi spaventa, non tanto per ciò che mi succederà ma perchè,  alcune delle scelte o dei rischi intrapresi potrebbero comunque ripercuotersi su  mio figlio.

Personalmente, queste sensazioni, mi emozionano sempre, fors’anche perchè mio padre è morto molti anni fa ed a vedermi oggi, in un contesto, un’epoca, un mondo assai diverso, mi provoca delle forti suggestioni.

Vorrei che lui fosse qui per vedere cosa è successo in questi anni, per conoscere suo nipote (che ha comunque dei magnifici nonni che lo adorano), per chiedergli consigli su ogni cosa. ed avrei voglia di chiedergli un vaticinio, anche se so non essere possibile.

In ogni caso so che dall’alto mi starà a guardare e mi accompagnerà comunque, a prescindere dalle scelte che farò.

Tante cose si faranno quest’anno, alcune bene ed altre meno bene, è normale, ma il tarlo che da tempo mi assilla, forse inizierà ad avere delle risposte.

Se guardo tutto dal di fuori non posso lamentarmi, ma, ho dentro un qualcosa a cui devo dare pace da molti anni, ma ancora, non ci sono riuscito.

Ho bisogno di trovare la pace dentro per poter vivere realmente con la serenità che vorrei, e forse, per la prima volta, mi sto impegnando per raggiungerla almeno un pò, in quest’anno che verrà.

La scelta legata al bere non riguarda un vino ma, in onore a James Bond, è un cocktail.

Non il classico Martini ma la versione Vesper (dedicato alla prima Bond girl), come l’ha descritta Ian Fleming per bocca di 007 nel suo primo romanzo, Casinò Royale :  

“Martini secco, in un calice da champagne. Tre parti di Gordon, una di vodka, mezza di Kina Lillet. Scuotere bene finché è ben ghiacciato, poi aggiungere una scorza di limone lunga e sottile”.

Il brano musicale, beh, per me è perfetto :

Mad World – Gary Jules, Michael Andrews (Donnie Darko, 2002)

 

 

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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