Parigi, i Vigneron ed un vino di Cadillac

Sono in aeroporto e sto aspettando di imbarcarmi per rientrare a casa dopo qualche giorno passato a Parigi ed in Champagne con amici e Vigneron .

L’occasione non mi è mai mancata, ma, per vari motivi, erano tre anni che non tornavo nella città che più conosco fuori dall’Italia perché, anche grazie a dei carissimi amici che ci vivono, l’ho frequentata spesso negli ultimi vent’anni.

Stavolta ho colto l’occasione per fare un salto al Salone dei Vigneron Indépendant, che mi sembra essere lievitato in  dimensioni dall’ultima volta che ci sono stato, anni fa, ma è sempre un evento interessante, anche se un pò caotico, per trovare una bella fotografia della piccola produzione francese e non solo.

Capisco che dividere per zone di produzione creerebbe degli assembramenti in alcuni luoghi e aride distese in altri, ma qualche indicazione in più per capire dove muoversi (oltre al libro con l’elenco dei produttori) forse, non sarebbe male.

La prima impressione è che i prezzi di vendita al pubblico di alcune zone di Francia (non necessariamente solo le più blasonate), siano lievitati seguendo le nuove zone di interesse dei consumatori.

Fortunatamente, ho anche scoperto ed assaggiato i prodotti di alcune piccole “appellation” molto interessanti come, ad esempio, Cadillac e Loupiac, splendidi esempi di produzione “Muffato” sul lato opposto della Garonna, di fronte a Sauternes, con cui peraltro condividono le uve di produzione (Semillon, Sauvignon Blanc. Muscadelle).

Insomma, ho imparato qualcosa di nuovo, bevendo vini buoni a prezzi decisamente accessibili e quindi qualcosa ho anche comprato (proprio così, si può comprare dal produttore e, volendo, ti vendono pure il carrellino da trasporto).

Tanto per guardare a casa nostra, a Piacenza si è svolto a fine novembre, quello organizzato dalla FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti).

Era la settima edizione ed ha riscosso un gran successo portando nella due giorni di mercato oltre 15000 persone.

I numeri parlano chiaro e danno una idea precisa dell’interesse del pubblico per queste manifestazioni.

Il tour Parigino mi ha anche permesso una digressione di un giorno in Champagne, nella Cotes de Blancs.

Dimenticatevi i paesaggi della Langa o del Chianti, la Champagne è terra d’emozione per gli addetti ai lavori, ma paesaggisticamente non è neanche lontanamente paragonabile ai posti che ho nominato prima.

Sovente entri in paesi che ti vien da chiedere se qualcuno li ci voglia vivere per davvero.

Niente di bucolico dunque, ed a parte Reims ed Epernay, nulla di particolarmente vivace da pensare di visitare, ma sappiamo bene che qui ci veniamo per scoprire il lavoro di quella genia di “pronipoti” di Don Pierre Perignon.

A Mesnil sue Oger, nel cuore della Grand Cru, si trovano ancora piccoli Vigneron che producono con logica e con un magnifico rapporto qualità/prezzo degli splendidi Blanc de Blancs da bere con grande piacevolezza e semplicità, senza dover pensare troppo ai sentori di questo o quell’altro.

Credo che il mio prossimo tour nella Ville Lumière e dintorni, non dovrà attendere altri tre anni…

Che farvi ascoltare che non sia una gran banalità… troppo facile scegliere Edith Piaf o Michel Petrucciani, quindi punto su qualcosa di recente, un pò più spensierato e tres Français : ZAZ – Je Veux (ZAZ – 2010) 

A presto

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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