Follia, Speranza ed un Vin Clair di Champagne

Che curioso incrocio che è la vita..serve un pò di follia, molta speranza ed una certa fortuna, praticamente come quando scegli un vin clair per fare uno champagne.

E’ tutto il giorno che penso al retaggio che potrei lasciare in questa vita.

Non è ancora follia e nemmeno sto pensando alla morte ma, semplicemente, sto provando a tirare le somme di quel che ho fatto finora.

Sarà il mese di novembre, che da sempre odio perchè è come il limbo..ne chiaro ne scuro ma sta li a dirti che le giornate si accorciano; sembra sia sempre buio e se vuoi arrivare alla frenesia dicembrina per il Natale devi per forza passare di li.. e novembre ne gode.

O forse è che in questo autunno vedo tutto un pò più cupo del solito, e ancora non riesco a trovare l’energia per premere finalmente il tasto reset.

L’amore e l’odio muovono il mondo, a volte in modi totalmente incomprensibili, ma sono indissolubili, anche se non necessariamente se perdi uno trovi l’altro.

Fare il punto sulla vita vissuta a 47 anni da un pò da pensare, e mi fa sapere di non essere completamente in equilibrio, ma mi pone di fronte al mondo con uno sguardo crudo ed acido, come un vin clair di Champagne.

Qualche anno fa al Vinitaly, ho partecipato ad un tasting per pochi eletti (12) con Bruno Paillard ed i sui vin clair ed è stato strano.

Li avevo già provati negli anni precedenti con Contadi Castaldi nelle varie fasi del gioco delle Cuvèe ma quella volta è stato diverso.

Degustare un vin Clair è un’esperienza complessa e piuttosto rara, perchè a meno che non produciate uno spumante metodo classico (Altalanga, Franciacorta, Trento, Champagne, ecc..), difficilmente lo assaggerete e, probabilmente, ancor meno potrete capirlo, perchè è dritto, secco, con una spiccata acidità.

Il vin clair è un’opportunità, uno sguardo sul futuro che verrà sperando di esser stati bravi nella scelta.

E’ la speranza di ciò che potrà essere che, unita all’esperienza ed a un pò di buona sorte, ci fa fantasticare sul potenziale che svilupperà tramutandosi da bruco in farfalla grazie all’aggiunta di lieviti e di un pò di zucchero.

E un bel giorno, “degorgiando” questa bottiglia scopriremo se sarà grandezza o inutile e gasata bevanda alcolica.

I vin clair li rivediamo negli occhi, nell’io e nell’energia dei nostri figli.

Potremo solo sperare di essere stati bravi nel fornirgli le basi per stupire il mondo con la loro magnificenza, e se poi il mondo non si accorgerà di loro, avremo comunque noi la fortuna di poterci godere ciò che saranno diventati.

A prescindere da cosa farò nel mio futuro ho la fortuna di avere un retaggio che sta affinando molto bene…

La scelta del  vino non può che cadere su uno Champagne :

Champagne Brut Blanc de Blancs 2002 – Bruno Paillard

Grandissima annnata

Solo uve provenienti dai vitigni  di Oger e Mesnil sur Oger.. l’emblema della cotes de Blanc con 10 anni di affinamento sui lieviti.

Potente, quasi sapido, minerale, fresco, agrumato ed opulento..

 

Per la scelta musicale, non ci sono alternative ma la versione è quella tra le tante che forse a me piace di più.

La cantò un monumento legantemente dannato. che ora non c’e’ più..

Father and Son – Johnny Cash & Fiona Apple (Unearthed – 2003)

A presto

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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