I Grandi Vini Bianchi di Terlano

Lunedì mattina, ore 4, suona la sveglia ma tanto non dormo già da un pò, mi alzo, doccia, caffè, macchina, recupero i compagni di viaggio e via, si parte verso il Merano Wine Festival con successiva visita alla Cantina Terlano.

Dopo 500 km, una giornata in giro per la Kurhaus tra i rigorosi ed ecumenici spazi occupati dai tavolini dei produttori, una bella cena ed una degustazione al Catwalk Champagne, il martedì pomeriggio ci si vede alla Cantina Terlano per la “solita” visita e degustazione con la brava e competente new entry (+ o meno) Julia ed il Deus Ex Machina dell’azienda, Klaus Gasser .

L’azienda si sviluppa su due tipologie di terreno: Porfido e Calcareo, e da qui si può intuire parte dell’assoluta capacità evolutiva che si trova nei suoi vini, che dona componenti minerali tali da far si che i bianchi di Terlano siano gli unici in Italia a poter invecchiare a tal punto da potersela giocare con i cugini di Borgogna.

In periodo storico (1893) in cui l’agricoltura era controllata dai grandi proprietari terrieri, uno sparuto gruppo di 24 piccoli viticultori decise di fondare la cantina sociale di Terlano scegliendo, controcorrente, di dare maggior rilevanza ai vitigni a bacca bianca in una terra dominata da vini rossi.

Il coraggio premia gli audaci (ed in questo caso i lungimiranti) tant’è che oggi la Cantina Terlano dispone di 165 ettari vitati da cui vengono prodotte circa 1400000 bottiglie, delle quali  il 70% sono vini bianchi.

Lascio stare il resto della parte descrittiva che potete tranquillamente leggere sul loro sito : http://www.cantina-terlano.com/it/

la scoperta della capacità evolutiva e del relativo invecchiamento di questi vini la si deve all’enologo storico della cantina, Sebastian Stocker, che dagli anni 50 iniziò a nascondere, letteralmente murando, delle bottiglie senza dir niente a nessuno. Per caso, negli anni successivi venne fatta questa scoperta e si capì quanto Stocker ci avesse visto lungo..e da li nacque il mito.

Negli anni ho avuto modo di vedere più volte la cantina e partecipare a degustazioni incredibili (mi ricordo dei Terlaner 1955 e 1969 sopra tutti) ma il salto di qualità è stato fatto con le creazione delle Rarità.

Dentro fusti di acciaio da 2500 ettolitri (circa 3300-3400 potenziali bottiglie ognuno) riposano sur lie annate principalmente di Terlaner e Weissburgunder (Pinot Bianco) che vanno dal 1979 al 2005 e che prima o poi, quando l’enologo deciderà che sarà il momento giusto, verranno messe in commercio.

Che dire della degustazione dei vari vini..

Come al solito si rimane stupiti da ciò che questa terra ed in particolare questa cantina possa esprimere. Grandi mineralità supportate da acidità e sapidità anche in annate calde a difficili. Alla fine il Terlaner  Rarità 1991 (60% Pinot Bianco, 30 % Chardonnay e 10% Sauvignon Blanc) che è stato imbottigliato nel gennaio 2016 dopo 25 anni di affinamento.

E’ un vino incredibilmente fresco, e giovane, perfettamente bilanciato e d equilibrato… come dicono d’oltralpe : Chapeau !!

Chiaro che abbinare a questo vino un pezzo musicale resta un pelino complesso ma mi diverte l’idea di pensare che non si può non amare chi ha il coraggio anche solo di pensare di creare un vino simile, per cui godetevi :

I was made for loving you – Kiss (Dinasty – 1979)

Piccoli ringraziamenti ad i mei vecchi soci ed amici di Karver (http://www.vinibianchirossi.com/) per l’invito…

A presto

 

 

Maurizio Marchisio

Da circa vent’anni frequento quotidianamente Il mondo del Food & Beverage anche sotto forma di lavoro ed ogni volta che mangio, bevo, viaggio o cucino diventa automatico confrontare, curiosare, sperimentare, perchè è più forte di me provare ad immettere nel caos ordinato che alberga nella mia testa l’infinità di stimoli cognitivi e culturali che mi fornisce questo variegato ed incoerente mondo enogastronomico.

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